In una partita di poker texano
due assi serviti sono una buona mano,
anzi, un'ottima mano.
Si è dominanti e per un giocatore
è una goduria vederseli servire.
Non c'è un metodo standard per giocarli,
c'è chi ama nascondersi e non rilancia,
sperando di attirare più giocatori possibili.
Chi invece non vuole correre rischi
e rilancia in maniera esagerata,
con l'intenzione di far scappare tutti
o nella speranza di farne abboccare solo uno.
Chi, come me, rilancia il giusto,
perchè non vuole che tutti scappino
ed allo stesso tempo non li vuole tutti tra i piedi.
Avere due assi in mano
non è comunque garanzia di vincita.
I pionieri del Texas Hold'em
dicono che con AA, quando si vince,
si vince poco,
e quando si perde,
si perde tanto.
Berlusconi ha spadroneggiato a lungo
sul tavolo di gioco, ha fatto il bello ed il cattivo tempo,
nel gergo pokeristico lo chiamerebbero:
loose aggressive player
che praticamente è uno che gioca tutte le mani,
anche quelle che non dovrebbe,
che rilancia a sproposito e senza motivi apparenti.
Sono giocatori, i loose aggressive,
che vincono tanto e perdono tantissimo.
Si distinguono dagli aggressive perchè
a differenza di questi non riescono mai a capire
quando è il momento di passare la mano.
Ed è per questo motivo che
quando perdono è in maniera definitiva.
Berlusconi questa legislatura ha avuto
una coppia d'assi servita, ma,
se l'è giocata in maniera scriteriata
e gli è riuscito di perdere anche se
al suo tavolo non c'erano giocatori
forti, solo calling station e tight passive,
gente che fino ad ora ha tirato a campare,
sia nella sua maggioranza che nell'opposizione.
Ma lui è riuscito a perdere comunque.
E questo la dice lunga sulle sue capacità
di gioco.
Eliminato il chip leader
chi condurrà il gioco?
Si metteranno d'accordo per spartirsi la posta?
Oppure si metteranno a rilanciarsi
di continuo senza arrivare a nulla?
Comunque finirà...
questa è stata proprio una bruttissima
partita.
Spero che entrino in campo giocatori nuovi,
gente che sappia tenere le carte in mano
e che ci faccia vivere una bella partita.
Alla prossima
Nino P.
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lunedì 7 novembre 2011
giovedì 20 ottobre 2011
Quello che pensano dei poveri e degli operai i nostri politici
Questi poveri!
Ma che cosa vogliono?
Cosa pretendono?
Dovrebbero ringraziare chi comanda,
perchè li tiene in considerazione.
E invece....
invece si lamentano sempre!
Vogliono manifestare loro!
Bene!
Se vogliono farlo
devono pagare!!
Non hanno i soldi?
Che vadano a lavorare!!
Non c'è lavoro?
Peggio per loro!!
Possono vendersi come schiavi
a scaricare cassette di frutta
come vorrebbe il ministro Brunetta.
Oppure rinunciare ai loro diritti,
come vorrebbero il ministro Sacconi
e Sergio Marchionne.
I poveri... tzè!!
Adesso anche loro
vogliono diritti!!
E gli operai....
che pretese!!
Gli stipendi adeguati al costo della vita!
Ma sentiteli!!
Anche orari umani vorrebbero!
Puah!!
Dovrebbero ringraziarci
che glielo diamo un lavoro...
e si lamentano pure!!
Che schifo!!
Già!
Che schifo!
Alla prossima
Nino P.
Ma che cosa vogliono?
Cosa pretendono?
Dovrebbero ringraziare chi comanda,
perchè li tiene in considerazione.
E invece....
invece si lamentano sempre!
Vogliono manifestare loro!
Bene!
Se vogliono farlo
devono pagare!!
Non hanno i soldi?
Che vadano a lavorare!!
Non c'è lavoro?
Peggio per loro!!
Possono vendersi come schiavi
a scaricare cassette di frutta
come vorrebbe il ministro Brunetta.
Oppure rinunciare ai loro diritti,
come vorrebbero il ministro Sacconi
e Sergio Marchionne.
I poveri... tzè!!
Adesso anche loro
vogliono diritti!!
E gli operai....
che pretese!!
Gli stipendi adeguati al costo della vita!
Ma sentiteli!!
Anche orari umani vorrebbero!
Puah!!
Dovrebbero ringraziarci
che glielo diamo un lavoro...
e si lamentano pure!!
Che schifo!!
Già!
Che schifo!
Alla prossima
Nino P.
martedì 27 settembre 2011
Il BAGAGLINO CHIUDE! La concorrenza della politica è stata devastante!
Dopo 46 anni di attività il Bagaglino,
la storica compagnia diretta da
Pier Francesco Pingitore,
è costretta a chiudere i battenti.
Gli introiti sono diminuiti
e il gestore della Sala
non ha riconfermato lo spettacolo.
La cosa non mi meraviglia,
la politica attuale supera nel far ridere
chi del far ridere ne ha fatto un mestiere.
Il Bagaglino non ha chiuso,
si è solo spostato più in là.
E’ diventato itinerante:
Montecitorio, Palazzo Madama,
Palazzo Chigi, Farnesina, Palazzo Grazioli,
Villa San Martino…
Lo spettacolo va in scena tutti i giorni
con infinite repliche, senza che neanche uno
del pubblico chieda il bis.
Alla prossima…
tristemente…
Nino P.
sabato 25 giugno 2011
Il sonno della ragione genera mostri
Dopo la sbornia e l’eccitazione delle passate tornate elettorali,
nelle menti della gente che desidera un cambiamento,
si stanno affacciando dubbi.
Mi viene in mente il titolo
della celeberrima acquaforte di Francisco Goya,
datata 1797:
Il sonno della ragione genera mostri
quella magnifica opera che
rappresenta un uomo addormentato seduto ad una scrivania
mentre prendono forma, attorno a lui,
sinistri uccelli notturni, inquietanti volti ghignanti
e diabolici felini che, come suggerisce il titolo,
sono il parto della sua mente.
Ecco in questo momento,
di fronte alle per noi incomprensibili scelte
politico mediatiche di tutte le forze parlamentari,
l’uomo comune,
che soltanto dodici giorni addietro,
aveva esultato, pregustando sogni di un rinnovamento…
oggi si sente come l’uomo addormentato di Goya.
Ed i sogni di rinnovamento
lentamente si stanno trasformando in incubi.
La categoria dell’uomo comune,
di cui io mi onoro di far parte…
non capisce!!
Non capisce perché
nel momento in cui si dovrebbe fare…
si aspetta!
Non capisce perché
nel momento in cui si dovrebbe decidere…
si tentenna!
Non capisce perché
nel momento in cui si dovrebbe agire…
si resta inattivi!
L’uomo comune non capisce,
e nella sua mente si riaffacciano dubbi,
ed i dubbi generano mostri!!
Alla prossima
Nino P.
venerdì 24 giugno 2011
La politica del riccio...
Il potere protegge se stesso.Nel teatrino degli uni contro gli altri,
nelle sfide del noi si e voi no...
il potere si protegge.
Il comandare è meglio del fottere,
diceva mio nonno.
Mi oppongo al tuo potere
fin tanto che tu proteggi il mio,
e tu poi
farai lo stesso con me.
Ma se qualcuno
che non sia io o te,
interferirà...
faremo in modo
che non sia per me
e non sia per te!
Alla prossima
Nino P.
Ps: chi vuol intendere... intenda!
lunedì 23 maggio 2011
Le scelte semplici a volte richiedono coraggio
Le scelte semplici a volte richiedono coraggio,
perché al contrario di quello che si può pensare,
le cose semplici non sono sempre le più facili.
Dipende tutto dal contesto: la strada più corta
non continuativamente ci fa arrivare prima,
quella semplice invece, malgrado possa sembrare la più lunga,
alla fine,
ci farà risparmiare tempo.
Tutta questa premessa per dire che questo è il momento
di fare scelte coraggiose.
Il futuro è determinato sempre dalle azioni che nascono oggi.
Abbiamo una classe politica che non vuole
farsi carico del nostro domani,
ogni decisione presa,
è totalmente indirizzata a risultati a breve termine che,
sebbene all’attuazione possa sembrare risolutiva,
in realtà è effimera.
Prendiamo ad esempio la legge Biagi,
se,
in un primo momento ha fatto impennare l’indice di occupazione,
in seguito ha creato un’intera generazione di precari e disoccupati,
che a causa della loro condizione, restano ai margini del mercato,
come in un limbo in attesa che qualcosa cambi.
Oppure la cartolarizzazione,
cioè:
la cessione degli immobili dello Stato e degli Enti Pubblici
ad una Società Veicolo Speciale (Special Pur pose Vehicle) – SPV,
dedicata soltanto a questa operazione di cartolarizzazione)
che anticipa ai cedenti il valore degli immobili
ed è autorizzata ad emettere obbligazioni
con cedola e pagamento del capitale a scadenza
garantiti dai flussi generati dalla vendita degli immobili.
Che nonostante nell’immediatezza garantisce
la pronta disponibilità dei flussi finanziari
rivenienti dalla cessione degli immobili,
nel lungo periodo si verranno a perdere le rendite
che sarebbero potute derivare, da una riqualificazione
e da uno sfruttamento del bene ,
che certamente non garantisce l’immediata disponibilità di liquidi,
ma che nel corso degli anni
farà crescere il valore e la rendita in maniera costante.
O ancora, l’utilizzo indiscriminato dell’appalto al ribasso,
che se, all’atto della gara, consente un risparmio notevole,
a fine lavori, grazie a trucchi e trucchetti vari,
farà triplicare o quadruplicare i costi.
Il sistema dei subappalti,
che, oltre a non dare assicurazione di un servizio adeguato,
sono vere e proprie fabbriche dello sfruttamento dei lavoratori,
con conseguenze deleterie in fatto di economia e di sicurezza.
La privatizzazione di servizi che,
da solo l’illusione di risparmio,nella realtà invece,
in aggiunta a non garantire un servizio efficiente,
sono anche un salasso per le casse dello stato,
che con dipendenti propri, invece avrebbe un risparmio reale.
Gli esempi sono infiniti purtroppo,
potrei continuare addentrandomi in settori
come quelli assicurativi, bancari, immobiliari,
ma,
mi fermo qui.
Il punto è
che se ci arrivo io,un semplice perito elettrotecnico,
che di professione fa il ferroviere, con pretese artistiche insoddisfatte,
perché non ci arriva chi prende le decisioni?
Non credo per incapacità…
credo che si tratti solo di volontà ed interessi!!
Alla prossima
Nino P.
giovedì 19 maggio 2011
Signor Presidente la prego lasci la politica
Signor Presidentela prego lasci la politica!
No,
non per le accuse che le vengono rivolte;
lei è libero di fare della sua vita ciò che vuole,
ha il potere ed i soldi per poterselo permettere.
No,
non per le accuse di concussione;
è facile immaginare che chi ha soldi e potere possa farlo,
ma non è il suo caso ne sono certo.
No,
non per le sue barzellette di così poco gusto;
il senso dell'umorismo può manifestarsi in molti modi:
può essere macabro, volgare, all'inglese...
anche se non credo che quest'ultimo le appartenga.
No,
non per il fatto che spesso tra i candidati presenti nelle sue liste
figurino persone dal valore politico inesistente;
questa è solo un'opinione che andrebbe dimostrata.
No,
non per il fatto che esiste un conflitto di interessi evidente;
questa è una cosa che politici di "alta" caratura,
nonchè suoi "avversari",
hanno preferito ignorare in maniera palese.
Chi sono io per evidenziarla?
No,
non per i sospetti che la sua politica estera sia incentrata su interessi privati.
No,
non perchè all'Aquila la gente vive ancora nei prefabbricati.
No,
non per le sue continue gaffe;
fanno folclore, a parte l'immagine poco edificante che ne viene fuori.
No,
non per tutto questo e per tanto altro che non sto qui ad elencare.
No!
Signor Presidente
io la prego di lasciare la politica
perchè
è da diciasette anni
che l' Italia è immobile.
Perchè
è da diciasette anni
che la pratica del governo
è tutta incentrata a favorire o combattere la sua figura.
Perchè
è da diciasette anni
che ogni singolo giorno della vita amministrativa
è votato a criticarla o a difenderla.
Perchè
è da diciasette anni
che malgrado i proclami e la propaganda
niente è stato fatto per il bene del paese.
Signor Presidente
se è vero quello che afferma,
se è vero che lei ha a cuore il benessere degli italiani...
allora lasci!
Lasci liberi i suoi uomini di governare
e le opposizioni di opporsi.
Lasci liberi i parlamentari
di adoperarsi per il bene dell'Italia
senza offrire sempre loro le scuse per non farlo.
Lasci che la Nazione
pensi a se stessa
e non più a lei!
Signor Presidente
lei ha settantacinque anni
nella sua vita ha fatto tante cose,
ha vissuto alla grande
ed il suo nome sarà ricordato nel futuro,
ma adesso...
adesso è giunto il momento
di lasciarci liberi.
La prego Signor Presidente
lasci la politica!!!
Nino P.
lunedì 2 maggio 2011
Il primo maggio è passato, evviva il primo maggio!
Il primo maggio è passato, evviva il primo maggio!
Polemiche e polemiche!
L’Italia è diventata una repubblica fondata sulle chiacchiere.
No, non i magnifici dolcetti ricoperti di zucchero, ma le chiacchiere fatte d’aria e di cattiveria, quelle delle vecchie comari di paesini sperduti, citate da De Andrè in “bocca di rosa”, capaci di uccidere con un soffio di fiato.
Ecco l’Italia d’oggi,
fatta di chiacchiere ricoperte da un soffice strato di veleno.
Il primo maggio si fa festa, no il primo maggio si lavora, no si fa festa, no si lavora!!!
Il primo maggio è un simbolo, una celebrazione.
Ebbene si è riusciti a spostare l’attenzione dal significato e dall’immagine di questo simbolo, sporcandolo di polemiche da bar che niente hanno a che fare, con ciò che questo giorno dovrebbe essere.
Io faccio un lavoro a turni, le feste per me, dal punto di vista lavorativo, spesso si riducono ad un segno rosso sul calendario, ma dal punto di vista dei sentimenti, non cambia niente, Natale è Natale anche se lavoro, Pasqua è Pasqua, il 1° maggio è il 1° maggio!!!
Lo spostare l’attenzione, fa parte di una strategia di manipolazione delle masse. S’inventano un problema che non c’è, lo fanno crescere ed amplificare e poi lo risolvono; oppure sparano una cazzata e ne stanno lì a parlare, per giorni, settimane o mesi, ignorando del tutto, le vere questioni
da affrontare.
Ed eccoci qua, dopo il 25 aprile svuotato di ogni significato, sdoganato verso una pacificazione inesistente che serve solo ad allontanare il ricordo di un passato, che chi governa oggi non ama ricordare; adesso tocca alla festa dei lavoratori, un altro caposaldo dello spirito democratico della storia repubblicana, massacrato inesorabilmente, sepolto sotto una valanga di chiacchiere!!!!
Nino P.
lunedì 18 aprile 2011
Silenzio e Riflessione
Mi è capitato di leggere in rete le parole del ilgiornale.it in un articolo a firma di Fausto Biloslavo, simili a quelle che in passato scrissero su Baldoni, che suonano più o meno con un " se l'è andata a cercare!" .
Mi chiedo:
perchè se un soldato va con un fucile e da volontario è un martire eroe, mentre se un uomo va senza armi ad aiutare gli altri se l'è solo andata a cercare???
Perchè se quest'uomo ha idee diverse dalle nostre la sua morte ha meno valore delle altre???
Perchè anche su chi muore deve esserci il "con me o contro di me"???
Io Arrigoni non lo conoscevo, fino al giorno in cui è stato rapito non sapevo neanche chi fosse.
Non ho pubblicato niente su di lui dopo che è morto, così come non l'ho fatto quando morirono i nostri soldati.
Penso che la morte di un uomo, anche quella di un nemico, debba essere trattata con rispetto.
Il cordoglio per me è silenzio e riflessione.
Nino P.
http://www.ilgiornale.it/esteri/quel_pacifista_ultra_che_odiava_israele/16-04-2011/articolo-id=517600-page=0-comments=1
Mi chiedo:
perchè se un soldato va con un fucile e da volontario è un martire eroe, mentre se un uomo va senza armi ad aiutare gli altri se l'è solo andata a cercare???
Perchè se quest'uomo ha idee diverse dalle nostre la sua morte ha meno valore delle altre???
Perchè anche su chi muore deve esserci il "con me o contro di me"???
Io Arrigoni non lo conoscevo, fino al giorno in cui è stato rapito non sapevo neanche chi fosse.
Non ho pubblicato niente su di lui dopo che è morto, così come non l'ho fatto quando morirono i nostri soldati.
Penso che la morte di un uomo, anche quella di un nemico, debba essere trattata con rispetto.
Il cordoglio per me è silenzio e riflessione.
Nino P.
http://www.ilgiornale.it/esteri/quel_pacifista_ultra_che_odiava_israele/16-04-2011/articolo-id=517600-page=0-comments=1
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lunedì 21 febbraio 2011
Lo ammetto!!!
Va bene, lo ammetto, la situazione è quella che è,
siamo a pochi centimetri da sprofondare anche il naso nella merda…
L’Europa malgrado proclami e belle parole, è un’istituzione fondata sul denaro,
le banche spadroneggiano e l’unico potere vigente è quello economico.
L’Africa mediterranea è un fuoco che brucia in maniera incontrollata, i nostri dirimpettai si sono decisi tutti insieme di fare la rivoluzione, che per carità sarà motivata e giustificata, ma, che sia sotto l’egida di una regia unica il dubbio c’è.
Il fatto che le strade nuove non si sa mai dove porteranno aggiunge un po’ di sale alla cosa.
Il medio oriente è sempre sull’orlo di un’esplosione che quando avverrà (qui non si tratta di se,ma, di quando), trascinerà con se il resto del mondo.
Il futuro geopolitico del pianeta terra è in mano alle multinazionali ed ai grandi capitali, il resto dell’umanità è carne da macello.
Lo ammetto, anche per chi è un ottimista come lo sono io, fare previsioni positive diventa difficile,
anzi, diventa difficile fare previsioni.
L’incertezza regna incontrastata nell’animo della gente e l’assenza di guide valide contribuisce a consolidarne la sensazione.
Con tutta questa carne al fuoco, i tg nazionali esclusi La7 e Sky, nei trenta minuti canonici dedicati alle notizie, ne usano appena quindici per quelle di rilievo, il resto sono servizi “freddi” di costume o curiosità.
Di quei 15 minuti di “fatti” la metà è dedicata a Berlusconi, dimenticando però di dire che, con tutto il casino che sta succedendo in Italia e nel mondo, lui dà priorità a cose, che agli italiani non gliene può fregar di meno, come la giustizia, la consulta e la riforma della magistratura.
I rimanenti sette minuti e mezzo di tg sono ripartiti in maniera uguale alla cronaca italiana ed estera.
Ecco lo ammetto, in Italia la situazione fa schifo!!!
Ma schifo, schifo, schifo!!!!
Nino P.
Nino P.
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