...Noi ci unimmo e poi scendemmo per le strade per lottare,
per respingere l'attacco del padrone;
arrivati da lontano, poliziotti e celerini
caricarono le donne col bastone;
respingemmo i loro attacchi con la forza popolare,
ma, convinti da corrotti delegati,
ci facemmo intrappolare da discorsi vuoti e falsi,
e da quelli che eran stati comperati.
E mi viene da pensare che la lotta col padrone
è una lotta tra l'amore e l'egoismo,
è una lotta con il ricco, che non ama che i suoi soldi,
ed il popolo che vuole l'altruismo;
e non contan le parole che si possono inventare,
se ti guardi intorno scopri il loro giuoco:
con la bocca ti raccontano che vogliono il tuo bene,
con le mani ti regalan ferro e fuoco...
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lunedì 21 maggio 2012
venerdì 11 novembre 2011
U servu e u Cristu... a malarazza
Un servo tempo fa in questa piazza…
così pregava Dio e gli diceva:
“Signore il mio padrone mi maltratta,
mi tratta come un cane per la via
tutto mi prende con la sua manaccia
neanche la vita dice che è la mia,
se io mi lagno mi minaccia…
con i ferri mi castiga in prigionia
Ora io ti prego questa mala razza
distruggila tu per me”
E Gesù gli rispose:
“ e tu forse che hai malate le braccia
oppure le hai inchiodate come me
chi vuole la giustizia se la faccia
non sperare che un altro la faccia per te..
se tu sei uomo e non sei testa pazza
metti a profitto sta sentenza mia
Io non sarei su questa croce
se avessi fatto quanto dico a te!”
Ma alla chiesa questa risposta non piacque
e allora la cambiò:
“e tu ti sei dimenticato testa pazza
quello che c’è scritto nella legge mia?
Sempre in guerra sarà l’umana razza
se con le offese… le offese castiga;
a chi l’offende lo bacia e l’abbraccia
e in paradiso sarai con me
mi hanno messo gli Ebrei su questa croce
e cielo e terra disfare ho potuto”
Ma a noi piace cantarla così:
“ e tu forse che hai malate le braccia
oppure le hai inchiodate come me
chi vuole la giustizia se la faccia
non sperare che un altro la faccia per te..
se tu sei uomo e non sei testa pazza
metti a profitto sta sentenza mia
Io non sarei su questa croce
se avessi fatto quanto dico a te
Alla prossima
Nino P.
lunedì 17 ottobre 2011
Sono l'indio, il mendicante, sono l'ortica nel tuo giardino
Puoi chiamarmi partigiano, bandito oppure illuso
Soldato di una guerra persa prima del suo inizio
Sono la tua coscienza sporca, sono un vecchio contadino
Sono l'indio, il mendicante, sono l'ortica nel tuo giardino
I miei compagni sono già morti o marciscono in prigione
Eppure sono ancora qui a gridare al mondo
"Viva la rivoluzione!"
Gli anni passano, i miti invecchiano, i muri son crollati
Le bandiere di una volta sono appese negli stadi
I giapponesi e i gringos arrivano a fare affari
E il paese ormai è venduto alle multinazionali
Con quei dollari i generali organizzano la repressione
Eppure siamo ancora qui a gridare al mondo
"Viva la rivoluzione!"
Esta noche por la calle suena mi tambor
Con una taglia sulla testa tra i villagi sono andato
Molte case si sono aperte, molte volte si è ricordato
Della leggenda da Paddy Garcia, di chi non smette di sognare
Nell'utopia della rivolta e non è stanco di lottare
Per chi si unito c'è la vittoria o il plotone d'esecuzione
Eppure siamo ancora qui a gridare al mondo
"Viva la rivoluzione!"
Esta noche por la calle suena mi tambor
Ora puoi chiamarmi Aureliano, Don Chisciotte o Pancho Villa
Ma sono un fuoco ancora acceso, sono l'urlo della gueriglia
Non combatto i mulini a vento e il nemico è sul mio sentiero
Stasera offro un ballo davanti al mondo intero
Le campane danno il segnale, tutt'intorno c'è confusione
Adesso posso urlare al mondo "Per sempre che
Viva la rivoluzione!"
Esta nochepor la calle suena mi tambor
venerdì 24 giugno 2011
La politica del riccio...
Il potere protegge se stesso.Nel teatrino degli uni contro gli altri,
nelle sfide del noi si e voi no...
il potere si protegge.
Il comandare è meglio del fottere,
diceva mio nonno.
Mi oppongo al tuo potere
fin tanto che tu proteggi il mio,
e tu poi
farai lo stesso con me.
Ma se qualcuno
che non sia io o te,
interferirà...
faremo in modo
che non sia per me
e non sia per te!
Alla prossima
Nino P.
Ps: chi vuol intendere... intenda!
mercoledì 20 aprile 2011
KAOS
Kaos sarebbe un bel nome per un blog, peccato che molti altri hanno avuto l’idea prima di me.
Kaos però non è solo un nome o un titolo affascinante,
kaos è il modo migliore per descrivere la situazione politico-finanziaria in Italia in questo momento.
La fase delle certezze, se mai ce n’è stata una, sembra ormai appartenere ad un mondo e ad un’era lontani, né possiamo definire quella attuale “di transizione”, se, gli vogliamo trovare un termine, “decadente” a mio avviso sarebbe il più opportuno! Una decadenza nascosta dal kaos, dalla confusione alimentata dai dubbi che fanno capolino nelle nostre menti ad ogni attimo della giornata, scanditi da notizie e da proclami che, se di concreto qualcosa hanno, beh quel qualcosa è negativo.
Cosa fare?
Ancora abbiamo da mangiare grazie a Dio, quindi, se non c’è fame e difficile pensare ad una rivoluzione.
Le urne? E’ una strada, ma, avendoci tolto la possibilità di scegliere chi eleggere, si sono assicurati una certa tranquillità parlamentare; possiamo sostituire un governo, ma i parlamentari saranno sempre quelli.
Che fare allora?
Beh incominciando con il divulgare idee, con la presa di coscienza... che è la base a far muovere i capitali, siamo noi che compriamo ed arricchiamo chi comanda...noi...
e noi gli abbiamo concesso troppo... in cambio delle loro carte di credito, dei loro mutui e dei loro finanziamenti...
Gli abbiamo dato la possibilità di tenerci in pugno facendoci schiavizzare dal debito, dal sogno del poterci permettere tutto.
E se il comunismo è stata una bellissima utopia, la stessa cosa si sta rivelando il capitalismo.
Servono proposte alternative, che, però saranno scartate da chi comanda con un’alzata di spalle.
E allora?
Allora possiamo cercare di smettere di indebitarci, pensare che forse il superfluo non vale così tanto da sacrificarci la libertà.
Dobbiamo far capire al grande capitale, che se vogliono continuare a vendere, hanno solo un’alternativa: darci la possibilità di comprare!
Come?
Con la garanzia di un lavoro a tempo indeterminato e con uno stipendio adeguato ai tempi!
E lo Stato?
Lo Stato dovrà farsi giudice con le due parti affinché questo avvenga, dovrà inoltre garantire sempre e in ogni caso, quelli che sono i diritti base di un popolo: sicurezza, cure mediche, istruzione, energia, comunicazione e mobilità.
Ma forse… forse anche questa è un’ Utopia!!!!
Nino P.
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