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lunedì 14 novembre 2011

Ed ora che faremo?


Mi è stato chiesto:
e ora che è caduto, che farai?

Premetto
che la mia battaglia contro Berlusconi,
non è mai stata una questione personale,
anche se lui stesso ha tentato sempre
e in tutti i modi, di spostare
lo scontro politico sul piano personale,
non con me in particolare ma,
contro chiunque la pensasse diversamente
da lui.
L'opposizione tutta ha abboccato
(non so quanto incosapevolmente)
a quest'esca lanciata dall'omino con il sorriso,
al solo scopo di nascondere il suo
uso privato della politica e della cosa pubblica.
Non io!

Le sue finte gaffe,
non mi hanno mai distolto
da ciò che stava facendo.

Non riusciranno altri a farlo.

Reputo il popolo di sinistra
molto più autocritico rispetto
a quello di destra, e lo dimostra il fatto
che non abbiamo un leader vero.
Quando ho dovuto bacchettare,
l'ho fatto, a prescindere dal soggetto.

Certo è stato molto più facile scrivere
contro Berlusconi, visti gli assist spettacolari
che ha sempre servito.

Ma io resto sempre io
indipendentemente da chi governa.
E' questo che molti Berlusconiani
e alcuni compagni con i paraocchi
non riescono a capire.

Io resto sempre io!
Noi dobbiamo restare sempre noi!

Vigilare, osservare,
lottare quando serve,
affinchè i nostri figli possano avere il futuro,
che, nel bene e ne male,
i nostri padri ed i nostri nonni
hanno donato a noi.

Alla prossima
Nino P.

mercoledì 20 aprile 2011

KAOS



Kaos sarebbe un bel nome per un blog, peccato che molti altri hanno avuto l’idea prima di me.
Kaos però non è solo un nome o un titolo affascinante,
kaos è il modo migliore per descrivere la situazione politico-finanziaria in Italia in questo momento.

La fase delle certezze, se mai ce n’è stata una, sembra ormai appartenere ad un mondo e ad un’era lontani, né possiamo definire quella attuale “di transizione”, se, gli vogliamo trovare un termine, “decadente” a mio avviso sarebbe il più opportuno! Una decadenza nascosta dal kaos, dalla confusione alimentata dai dubbi che fanno capolino nelle nostre menti ad ogni attimo della giornata, scanditi da notizie e da proclami che, se di concreto qualcosa hanno, beh quel qualcosa è negativo.

Cosa fare?

Ancora abbiamo da mangiare grazie a Dio, quindi, se non c’è fame e difficile pensare ad una rivoluzione.

Le urne? E’ una strada, ma, avendoci tolto la possibilità di scegliere chi eleggere, si sono assicurati una certa tranquillità parlamentare; possiamo sostituire un governo, ma i parlamentari saranno sempre quelli.

Che fare allora?

Beh incominciando con il divulgare idee, con la presa di coscienza... che è la base a far muovere i capitali, siamo noi che compriamo ed arricchiamo chi comanda...noi...
e noi gli abbiamo concesso troppo... in cambio delle loro carte di credito, dei loro mutui e dei loro finanziamenti...
Gli abbiamo dato la possibilità di tenerci in pugno facendoci schiavizzare dal debito, dal sogno del poterci permettere tutto.
E se il comunismo è stata una bellissima utopia, la stessa cosa si sta rivelando il capitalismo.

Servono proposte alternative, che, però saranno scartate da chi comanda con un’alzata di spalle.

E allora?

Allora possiamo cercare di smettere di indebitarci, pensare che forse il superfluo non vale così tanto da sacrificarci la libertà.
Dobbiamo far capire al grande capitale, che se vogliono continuare a vendere, hanno solo un’alternativa: darci la possibilità di comprare!

Come?

Con la garanzia di un lavoro a tempo indeterminato e con uno stipendio adeguato ai tempi!

E lo Stato?

Lo Stato dovrà farsi giudice con le due parti affinché questo avvenga, dovrà inoltre garantire sempre e in ogni caso, quelli che sono i diritti base di un popolo: sicurezza, cure mediche, istruzione, energia, comunicazione e mobilità.

Ma forse… forse anche questa è un’ Utopia!!!!

Nino P.