Parliamo di fantapolitica?
Rilanciare l'economia?
Ecco che farei:
Industriale imprenditore,
tu vuoi spostare la tua produzione
in Africa, in Asia o in Sud America?
Benissimo sei libero di farlo!
Ma se poi,
vuoi rivendere i tuoi prodotti in Italia,
allora mi devi pagare tasse doganali
pari al 70% del valore del prodotto.
Assicurazioni auto,
sulla targa e non sulla vettura.
I medici devono scegliere,
o lavorano in ospedale
o nel loro studio privato.
I politici una volta eletti,
devono abbandonare le loro attività
antecedenti le elezioni,
sarebbe a dire, che se sei un avvocato,
un medico, un commercialista, ecc ecc..
fin quando occuperai uno scranno
in parlamento, non potrai esercitare.
Se hai un' azienda la devi cedere
o chiudere.
Riduzione inoltre
dei parlamentari del 60%.
Abolizione dei sub-appalti.
Chi vince una gara d'appalto,
deve essere in grado di portare
a termine il lavoro da solo,
pena la revoca dell'appalto
e la perdita di ogni pretesa.
Falso in bilancio punito per direttissima
e con pene minime di vent'anni,
senza possibilità di sconti di nessun tipo.
Abolizione dei costi
di conto corrente.
I soldi in banca rappresentano
già un guadagno per gli stessi istituti.
Interessi da corrispondere ai risparmiatori,
mai meno del 2% annuo,
e tassi di interessi a chi chiede un mutuo
mai più del 5%.
Responsabilità diretta
per le banche che non verificano
la solvibilità delle aziende che vendono
prodotti economici attraverso di esse.
La previdenza non funziona?
Quota inps, in busta paga,
la gestisce il lavoratore.
Lo Stato all'arrivo dei 65 anni,
garantirà la pensione sociale a tutti,
il resto, lo metterà il lavoratore
se è stato bravo, altrimenti,
peggio per lui.
Abolizione di Province e Regioni,
resteranno solo i comuni.
Abolizione di tasse e orpelli,
nominate come addizionali
o per questo o per quello.
Ci saranno tasse uniche
e verificabili.
Abolizione delle comunità montane,
dei consorzi di bonifica e di tutti
gli enti inutili e/o inefficenti.
Stipendi per tutti i dipendenti,
anche quelli stagionali,
con accredito obbligatorio
in banca o alla posta.
Lotta al lavoro in nero,
con sanzioni amministrative rilevanti
ed in caso di recidiva,
con il carcere.
Se io fossi al potere
mi ucciderebbero!
Alla prossima
Nino P.
Visualizzazione post con etichetta utopia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta utopia. Mostra tutti i post
martedì 23 agosto 2011
mercoledì 20 aprile 2011
KAOS
Kaos sarebbe un bel nome per un blog, peccato che molti altri hanno avuto l’idea prima di me.
Kaos però non è solo un nome o un titolo affascinante,
kaos è il modo migliore per descrivere la situazione politico-finanziaria in Italia in questo momento.
La fase delle certezze, se mai ce n’è stata una, sembra ormai appartenere ad un mondo e ad un’era lontani, né possiamo definire quella attuale “di transizione”, se, gli vogliamo trovare un termine, “decadente” a mio avviso sarebbe il più opportuno! Una decadenza nascosta dal kaos, dalla confusione alimentata dai dubbi che fanno capolino nelle nostre menti ad ogni attimo della giornata, scanditi da notizie e da proclami che, se di concreto qualcosa hanno, beh quel qualcosa è negativo.
Cosa fare?
Ancora abbiamo da mangiare grazie a Dio, quindi, se non c’è fame e difficile pensare ad una rivoluzione.
Le urne? E’ una strada, ma, avendoci tolto la possibilità di scegliere chi eleggere, si sono assicurati una certa tranquillità parlamentare; possiamo sostituire un governo, ma i parlamentari saranno sempre quelli.
Che fare allora?
Beh incominciando con il divulgare idee, con la presa di coscienza... che è la base a far muovere i capitali, siamo noi che compriamo ed arricchiamo chi comanda...noi...
e noi gli abbiamo concesso troppo... in cambio delle loro carte di credito, dei loro mutui e dei loro finanziamenti...
Gli abbiamo dato la possibilità di tenerci in pugno facendoci schiavizzare dal debito, dal sogno del poterci permettere tutto.
E se il comunismo è stata una bellissima utopia, la stessa cosa si sta rivelando il capitalismo.
Servono proposte alternative, che, però saranno scartate da chi comanda con un’alzata di spalle.
E allora?
Allora possiamo cercare di smettere di indebitarci, pensare che forse il superfluo non vale così tanto da sacrificarci la libertà.
Dobbiamo far capire al grande capitale, che se vogliono continuare a vendere, hanno solo un’alternativa: darci la possibilità di comprare!
Come?
Con la garanzia di un lavoro a tempo indeterminato e con uno stipendio adeguato ai tempi!
E lo Stato?
Lo Stato dovrà farsi giudice con le due parti affinché questo avvenga, dovrà inoltre garantire sempre e in ogni caso, quelli che sono i diritti base di un popolo: sicurezza, cure mediche, istruzione, energia, comunicazione e mobilità.
Ma forse… forse anche questa è un’ Utopia!!!!
Nino P.
Etichette:
caos,
dubbi,
incertezza,
rivoluzione,
utopia
Iscriviti a:
Post (Atom)

