sabato 7 maggio 2011

Radio Londra, notizie da un altro mondo!!!!


Giuliano Ferrara, forse vive in un altro mondo,
perché non si è accorto che la gente non arriva a fine mese,
che non ha da mangiare,
che non riesce più a pagare le bollette,
che non può più permettersi di mandare i figli all’università.
Si!!
Perché se afferma, come ha fatto ieri a Radio Londra,
che gli italiani hanno il difetto di risparmiare
e che quindi di conseguenza non aiutano il sistema produttivo,
allora vuol dire proprio che vive in altro mondo, o meglio,
è rimasto fermo a venti anni fa,
quando ancora le condizioni economiche del paese
permettevano alla povera gente di risparmiare qualcosina,
magari facendo la cresta sulla spesa…
Evidentemente
Giuliano Ferrara è da un bel po’ che non esce personalmente a fare la spesa, anzi,
che non esce proprio,
altrimenti si sarebbe accorto che i supermercati sono pieni solo ad inizio mese
e che invece da metà mese in poi,
si assiste a scene di gente che fa la spesa con i soldi contati,
che dice alla cassiera di turno: “quando arrivi a 30 euro, ti fermi!”,
si sarebbe accorto, che a fine mese i supermercati sono vuoti.
No, Giuliano Ferrara probabilmente non esce di casa,
sicuramente non va alla Posta
e quindi non vede la quantità di persone che ritirano quelle cartelle verdi,
riconoscibilissime come multe e penali non pagate.
Sono certo di tutto questo!
Giuliano Ferrara vive in un altro mondo!!
Certamente non nel mio!!!

Nino P.

venerdì 6 maggio 2011

Nelle mani di un disperato...


Nelle mani di un disperato,
qualsiasi cosa può diventare un’arma .

Una volta,
mi è capitato di vedere una mamma gatta
affrontare quattro cani che gli minacciavano i cuccioli,
lei era neanche un quarto del più piccolo degli aggressori,
ma, incurvata nella schiena e con il pelo dritto e teso come un rovo di spine,
sembrava una loro pari.
Ferma davanti a loro, con i denti scoperti e gli occhi di fuoco,
non arretrava di un millimetro,
i muscoli tesi erano pronti a fendere gli artigli contro chiunque.
I cani fingevano attacchi e poi tornavano indietro,
come in un duello fra schermidori i contendenti si studiavano pronti a colpire.
Vinse mamma gatta,
si avventò sul primo artigliandogli il muso,
colpito alla sprovvista il capo branco arretrò confuso,
scuotendo il capo riuscì a liberarsi della presa
e con dei profondi graffi sul naso, scappò!!
La disperazione aveva vinto.

Non bisogna mai sottovalutare chi è con le spalle al muro.
Perché le sue azioni potrebbero essere più forti della sua preoccupazione di morire.

Ed oggi nel mondo,
ce ne sono molti con le spalle al muro!!!

Alla prossima

Nino P.

giovedì 5 maggio 2011

Una minigonna a lunghezza inguinale ed un reggiseno a balconcino

Avrei voglia di mollare!
Del resto chi me lo fa fare?
Arrabbiarmi per chi o che cosa?
La situazione politica, sociale e mediatica è decisamente decadente, anzi, barbarica!
 Tralasciando le prime due, giusto per evitare di sparare sulla croce rossa,
vorrei per un'attimo fare una piccolissima riflessione sulla terza.

Ogni tanto provo a guardare in tv, una delle trasmissioni di approfondimento,
che, in teoria, dovrebbero far luce, ma che in realtà sommergono di buio ancor di più,
e mi rendo conto che la situazione cambia, ma, in peggio.
Conduttori che fanno domande alle quali rispondere è superfluo,
ospiti pronti a scannarsi nel difendere le proprie posizioni,
pubblico in studio che appalude indistintamene e che probabilmente neanche ascolta,
sicuramente non lo fa la signora scosciata in seconda fila proprio ad altezza inquadratura,
con indosso una minigonna a lunghezza inguinale ed un reggiseno a balconcino, certamente di una misura più piccola della sua quarta abbondante,
e neanche ascolta il signore brizzolato, anche lui in seconda fila, con un'abbronzatura estiva figlia probabilmente di lunghe ore di lampada, con degli occhialini da intellettuale ed un'aria interessata, ma con lo sguardo sempre fisso sulla telecamera che inquadra nella sua direzione.
Uno sceneggiato, con un copione ben scritto e attori all'altezza,
una recita!
La parte più seria, certamente l'unica vera, la interpreta il comico di turno!
E' lui il solo che dice, il solo che non nasconde....
e dietro la sua satira, dietro ogni sorriso che ci strappa,
emerge la verità, la riflessione...
e la voglia di piangere!!!

Nino P.

martedì 3 maggio 2011

Come creare una leggenda!

C’è ancora chi vede Elvis passeggiare per le strade di Memphis,
chi, sulle boulevard di Paris, incontra lo sguardo malinconico di Jim Morrison,
alcuni viceversa affermano con assoluta certezza che Paul McCartney è defunto da tempo.
Altre volte invece, di fronte alla certezza della morte si vanno a cercare altre ipotesi di dubbio,
scavando nei perché, nei come o sui chi, come accadde ad esempio con Marilyn Monroe,
oppure con James Dean.

Stiamo assistendo in diretta ad un fenomeno simile con Osama Bin Laden, è morto? E’ vivo?
E se è morto dov’è il corpo? Che motivo hanno per non farlo vedere? Perché questa urgenza di seppellirlo subito?
Al contrario se è vivo perché non si fa vedere? Perché non invia un messaggio?

Prevedo domande senza risposta!

Questo è uno di quegli eventi destinati a diventare leggenda, anzi, lo è già diventato!!

Nino P.

lunedì 2 maggio 2011

Il primo maggio è passato, evviva il primo maggio!


Il primo maggio è passato, evviva il primo maggio!
Polemiche e polemiche!

L’Italia è diventata una repubblica fondata sulle chiacchiere.
No, non i magnifici dolcetti ricoperti di zucchero, ma le chiacchiere fatte d’aria e di cattiveria, quelle delle vecchie comari di paesini sperduti, citate da De Andrè in “bocca di rosa”, capaci di uccidere con un soffio di fiato.
Ecco l’Italia d’oggi,
fatta di chiacchiere ricoperte da un soffice strato di veleno.
Il primo maggio si fa festa, no il primo maggio si lavora, no si fa festa, no si lavora!!!

Il primo maggio è un simbolo, una celebrazione.
Ebbene si è riusciti a spostare l’attenzione dal significato e dall’immagine di questo simbolo, sporcandolo di polemiche da bar che niente hanno a che fare, con ciò che questo giorno dovrebbe essere.

Io faccio un lavoro a turni, le feste per me, dal punto di vista lavorativo, spesso si riducono ad un segno rosso sul calendario, ma dal punto di vista dei sentimenti, non cambia niente, Natale è Natale anche se lavoro, Pasqua è Pasqua, il 1° maggio è il 1° maggio!!!

Lo spostare l’attenzione, fa parte di una strategia di manipolazione delle masse. S’inventano un problema che non c’è, lo fanno crescere ed amplificare e poi lo risolvono; oppure sparano una cazzata e ne stanno lì a parlare, per giorni, settimane o mesi, ignorando del tutto, le vere questioni
da affrontare.

Ed eccoci qua, dopo il 25 aprile svuotato di ogni significato, sdoganato verso una pacificazione inesistente che serve solo ad allontanare il ricordo di un passato, che chi governa oggi non ama ricordare; adesso tocca alla festa dei lavoratori, un altro caposaldo dello spirito democratico della storia repubblicana, massacrato inesorabilmente, sepolto sotto una valanga di chiacchiere!!!!

Nino P.