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giovedì 5 maggio 2011

Una minigonna a lunghezza inguinale ed un reggiseno a balconcino

Avrei voglia di mollare!
Del resto chi me lo fa fare?
Arrabbiarmi per chi o che cosa?
La situazione politica, sociale e mediatica è decisamente decadente, anzi, barbarica!
 Tralasciando le prime due, giusto per evitare di sparare sulla croce rossa,
vorrei per un'attimo fare una piccolissima riflessione sulla terza.

Ogni tanto provo a guardare in tv, una delle trasmissioni di approfondimento,
che, in teoria, dovrebbero far luce, ma che in realtà sommergono di buio ancor di più,
e mi rendo conto che la situazione cambia, ma, in peggio.
Conduttori che fanno domande alle quali rispondere è superfluo,
ospiti pronti a scannarsi nel difendere le proprie posizioni,
pubblico in studio che appalude indistintamene e che probabilmente neanche ascolta,
sicuramente non lo fa la signora scosciata in seconda fila proprio ad altezza inquadratura,
con indosso una minigonna a lunghezza inguinale ed un reggiseno a balconcino, certamente di una misura più piccola della sua quarta abbondante,
e neanche ascolta il signore brizzolato, anche lui in seconda fila, con un'abbronzatura estiva figlia probabilmente di lunghe ore di lampada, con degli occhialini da intellettuale ed un'aria interessata, ma con lo sguardo sempre fisso sulla telecamera che inquadra nella sua direzione.
Uno sceneggiato, con un copione ben scritto e attori all'altezza,
una recita!
La parte più seria, certamente l'unica vera, la interpreta il comico di turno!
E' lui il solo che dice, il solo che non nasconde....
e dietro la sua satira, dietro ogni sorriso che ci strappa,
emerge la verità, la riflessione...
e la voglia di piangere!!!

Nino P.

domenica 3 aprile 2011

Musica


 




La musica è come il vento sulla pelle, dà i brividi!!
Per questo mi drogo di essa e faccio il pieno delle sensazioni
che agita dentro me...

Nino P.

domenica 19 dicembre 2010

Ieri un amico...

Ieri un amico mi ha detto che sua moglie vorrebbe un altro figlio…
Beh, che aspetti? Gli ho risposto io…
Quello che mi sono sentito dire dopo non me lo aspettavo,
Io non voglio altri figli ha affermato,
primo: non me la sento di ricominciare tutto da capo!
Secondo: in che mondo li faremo vivere i nostri figli?
Che futuro li aspetta?
Ora, tralasciando l’ordine delle sue priorità,
queste parole mi hanno fatto riflettere!
Perché io capisco le sue paure, le ho avute anche io,
i miei due figli hanno una quattro anni
e l’altro appena dieci mesi;
le ho avute e continuo ad averle queste paure.
No, non quella di ricominciare tutto da capo,
questa non mi ha sfiorato,
quella di non essere all’altezza se mai!
Quella di farli crescere in un mondo che non comprendo,sicuramente!
La visione del futuro che ho, non è quella che aveva mio padre,
io sono nato nel 68, a quei tempi c’era aria di cambiamento
e voglia di fare, il mondo era comprensibile,
c’erano i buoni e c’erano i cattivi,
ed ognuna delle due categorie era convinta
che i cattivi fossero gli altri!
Oggi c’è solo confusione, indecifrabilità, distacco e rassegnazione,
e la crisi economica ci ha regalato oltre ai sacrifici,
una bella dose di paura per il domani.
Che fare allora?
Rimbocchiamoci le maniche e lottiamo!
Il futuro non è scritto,
lo costruiamo noi nel presente!
Le scelte che facciamo oggi ci presenteranno il conto domani!
Ed a seconda di ciò che scegliamo avremo crediti o debiti,
benessere o instabilità.
La rassegnazione è una strada aperta verso la sconfitta!
Ed io…
io non mi rassegno!!!

Nino P.

giovedì 16 dicembre 2010

Un giorno Berlusconi morirà

Un giorno Berlusconi morirà!!
Sebbene lui sia davvero convinto di essere l'unto del Signore,
sa benissimo che non è immortale.
Non nel senso carnale del termine almeno,
continuerà a vivere certamente nei libri di storia che,
a seconda di chi li scriverà saranno di volta in volta crudeli o magnanimi con lui,
la realtà verrà contorta e piegata ora dall'una, ora dall'altra fazione.
Di una cosa sono certo...
fino ad allora,
l'Italia resterà parcheggiata prigioniera del suo ego smisurato,
ferma nel bisogno di liberarsi di lui e dell'incapacità di farlo.

Intanto aspettiamo che arrivi quel giorno...

Nino P.

martedì 14 dicembre 2010

Un gatto che si morde la coda

Come un gatto che si morde la coda la società moderna ruota su stessa in una danza frenetica,
e come un gatto che si morde la coda continua a girare fino alla follia.
Vogliono che spendiamo per rilanciare il mercato, ma non ci danno la possibilità di guadagnare per farlo.
Continuano ad aiutare le imprese, nel tentativo di favorire l'occupazione, salvo poi approvare delle leggi che la rendono sempre più precaria.
Le crisi sono cicliche come sempre, la differenza però rispetto al passato è che adesso sono tanto vicine l'una con l'altra che alla fine è sempre la stessa.
Intanto i diritti sanciti dalla costituzione, vengono con continuità calpestati:
dov'è l'assistenza sanitaria gratis per tutti?
Dov'è il dirtto allo studio per tutti?
Dov'è il diritto alla mobiltà per ogni cittadino?
Dove sono le conquiste dei nostri padri e dei nostri nonni?
Il diritto allo sciopero, la tutela dei lavoratori, gli ammortizzatori sociali?
Dov'è il diritto ad avere una pensione dignitosa dopo una vita in cui si è lavorato e pagato per poterla avere?

Perchè continuo a sentirmi un cavaliere errante?

Nino P.