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giovedì 26 aprile 2012

Questa è una controrivoluzione



Questa è una controrivoluzione!
E’ iniziata molto tempo fa, più o meno a metà degli anni 80.

Da allora:

Ci hanno drogato le menti
con la necessità del libero mercato e del libero scambio tra i popoli,
ci hanno sommersi di prodotti inutili rendendoceli indispensabili,
ci hanno fatto credere che potevamo spendere molto di più di quel che guadagnavamo,
ci hanno fatto pensare che la fine delle ideologie
significava l’inizio di un mondo migliore,
ci hanno fatto credere che chi urlava contro fosse o un demagogo oppure un terrorista,
ci hanno sommersi di modelli irraggiungibili,
ci hanno drogati con notizie create ad arte per indirizzare le nostre menti
verso i loro obiettivi….

Adesso sono passati a ritirare il conto!

Via tutte le conquiste dei nostri nonni!
Via ogni forma di Stato Sociale!
Via ogni garanzia di diritto!
Via ogni possibilità di programmazione del futuro!
Via l’accesso all’istruzione pubblica per tutti!
Via il diritto all’assistenza sanitaria pubblica!
Via il diritto alla mobilità delle genti sul territorio!
Via il diritto alla pensione!
Via il diritto al lavoro!

Siamo il novantanove per cento
è stiamo per essere di nuovo schiavi!!

Loro: vassalli
noi: servi della gleba!!

Alla prossima
Nino P.


domenica 30 ottobre 2011

Un capitalista è un capitalista!

Se metti un capitalista a capo del governo,
non puoi aspettarti
che non si comporti come tale.
Un capitalista è un capitalista,
anche se cade in disgrazia,
è e resta un capitalista!

Non sono mai riuscito a capire
chi l'ha votato credendo che,
una volta al potere,
avrebbe fatto il bene di tutti.

Posso capire l'errore una volta,
ma 10 - 100 - 1000 volte no!
Non lo accetto!

I suoi programmi
sono sempre stati ben chiari:
risolvere le beghe personali
e cercare di spianare la strada
ad un capitalismo senza regole,
riportando lo stato sociale
ai primi anni del secolo scorso.

Abbellendo lo stile delle chiacchiere,
nei fatti non si è mai nascosto.
Appoggiato da una sinistra
che si è resa complice silenziosa,
ha distrutto anni di conquiste
dei nostri padri e dei nostri nonni.

Ci sono voluti vent'anni
affinchè il popolo che l'ha votato capisse!

Spero che la lezione sia servita.
Spero che non sia troppo tardi.

Alla prossima
Nino P.


sabato 10 settembre 2011

Il de profundis del capitalismo



Per me libertà e giustizia sociale,
che poi sono le mete del socialismo,
costituiscono un binomio inscindibile
non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale,
come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà.
Sandro Pertini
















Un inno al fallimento dei sistemi
che hanno governato l'ultimo secolo:
il capitalismo da una parte 
e le dittature (fasciste e comuniste) dall'altra.

L'uno teorizzava la libertà ma,
non garantendo giustizia sociale
ha schiavizzato lo stesso il popolo.

Le altre teorizzavano la giustizia sociale
ma schiacciavano la libertà,
ingannandosi sull'idea dell'uguaglianza.

Forse è ora di ritrovarsi 
nel principio che per andare avanti
c'è bisogno di libertà e giustizia sociale

Alla prossima
Nino P.