Se (come giustamente sollecita
il Capo dello Stato) verrà concessa la cittadinanza ai figli di migranti che
nascono in Italia, e che sono italiani per logica, per crescita e per
educazione, ma non per la legge, dice il Calderoli che la Lega “farà le barricate”.
Credo che ci sia un errore, annoso, al quale rimediare. Un peccato di omissione
del quale rischiamo, presto o tardi, di doverci vergognare non solo di fronte
ai figli di migranti che nascono in Italia, ma anche di fronte ai nostri figli.
L'errore è questo: che ogni volta che Calderoli o un altro gerarca verde ha
aperto la bocca per minacciare barricate, o schioppettate, o forconate, e
sempre per qualche causa ripugnante o qualche ragione tirchia, e sempre con
quel ghigno gongolante e quei toni da taverna di chi si sente popolo in mezzo
ai fighetti; avremmo dovuto rispondergli, metafora per metafora, che le loro
barricate, se prima non arrivano l'esercito o i carabinieri a spianarle, gliele
tiriamo giù noi con la ruspa e poi ci piantiamo sopra il Tricolore
repubblicano, perché di vent'anni di razzismo organizzato ne abbiamo le balle
piene, e di ruspisti ne conosciamo a gogò. La Lega crede di avere il monopolio dei modi
bruschi, ma sbaglia. Nelle taverne del Nord che frequentiamo il dito medio lo
mostrano a chi odia l'Italia, non a chi arriva da lontano per nascerci.
(Michele Serra, la Repubblica, 23 novembre
2011)
Francamente, la lega mi ha stufato!
La cittadinanza per chi nasce in Italia,
dovrebbe essere un fatto naturale.
Chi nasce in Italia è italiano
a prescindere dalle origini e dalla provenienza
di chi lo genera.
E poi basta barricate per queste minchiate,
sono fuori dal mondo…
ma proprio fuori!!
Alla prossima
Nino P.

