lunedì 28 novembre 2011
Minzolini e i Promessi Sposi
Il Tg5 stacca il Tg1 di ben 5 punti,
ieri addirittura è stato superato dal Tg3,
che, con il 17,69% di share,
è risultato essere il primo telegiornale della rai.
Il Minzo fa finta di nulla,
la stessa cosa i vertici dell'azienda
Francamente del Tg1 non me ne importa niente!
I notiziari che seguo sono su rai tre,
fin dai tempi di TeleKabul,
e su La 7, anche prima di Mentana.
Riporto la notizia, con un piccolo brivido di piacere,
perchè godo nel sapere, che molta gente
non si fa più ingannare.
Quello che però mi fa rabbia è,
che un personaggio da Promessi Sposi come il Minzolini,
(spero Manzoni mi perdoni)
sia pagato da tutti noi, senza che nessuno di noi,
anche abbandonando la visione del Tg,
possa licenziarlo!!!
Alla prossima
Nino P.
domenica 27 novembre 2011
Termini Imerese è morta! Viva Termini Imerese!
Marchionne la spuntata!
Termini Imerese è morta!
A chi toccherà adesso?
Arese?
Cassino?
Lingotto?
Melfi?
Mirafiori?
Pomigliano d'Arco?
A chi?
Chi costruirà le Fiat del futuro?
I canadesi?
I polacchi?
I brasiliani
Gli argentini?
I messicani?
Gli americani?
Chi?
Per quanto ancora
i nostri governi permetteranno
questo scempio?
Per quanto?
Termini Imerese è morta!
Viva Termini Imerese!
Che le maledizioni
degli operai possano raggiungerti presto
Chieto-Canadese!!
A te...
a chi ti ha messo lì...
ed a chi ti ha permesso tutto questo!!
Alla prossima
Nino P.
Chi non sbaglia mai, annega nella sua supponenza!
giovedì 24 novembre 2011
Poi succede, che piove un po di più e la gente muore
C'è un libro che ho amato e che amo tantissimo,
si intitola "Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta"
di Robert M. Pirsig.
E' il racconto di un viaggio in motocicletta un po' reale e un po' metafisico,
dal Minnesota alla California, fatto dall'autore insieme al figlio.
Il libro è molto più di un libro.
In esso vivono frasi e pensieri, di una profondità e crudezza disarmanti.
Per introdurre l'argomento di cui voglio parlare oggi,
voglio citarne una:
"Credo che se vogliamo cambiare il mondo per viverci meglio
non ci convenga discutere di rapporti di natura politica,
inevitabilmente
dualistici e pieni di soggetti e oggetti,
né dei loro rapporti reciproci; e
nemmeno adottare programmi
pieni di cose che gli altri devono fare.
Questo tipo
di approccio, secondo me, parte dalla fine scambiandola per l'inizio.
I
programmi di natura politica sono importanti prodotti finali della Qualità
sociale,
ma sono efficaci solo se è valida la struttura soggiacente dei valori
sociali.
I valori sociali sono giusti soltanto se sono giusti quelli
individuali.
Il posto per migliorare il mondo è innanzitutto nel proprio cuore,
nella propria testa e nelle proprie mani; è da qui che si può partire verso
l'esterno.
Altri possono parlare di come ampliare il destino dell'umanità.
Io
voglio soltanto parlare di come si aggiusta una motocicletta.
Credo che quel
che ho da dire io abbia un valore più duraturo".
Ecco io oggi voglio parlare di un problema,
non di politica, non di chi ha fatto e di chi non ha fatto,no!
La politica in questo mio intervento, seppur vi abbia a che fare,
voglio lasciarla fuori!
Non so se ovunque è come da me.
Ma qui, ultimamente, succedono cose che se all'apparenza,
sembrano piccole, in realtà sono più grandi di quanto si possa pensare.
Mi capita ad esempio, di vedere nella strada che abitualmente
percorro per andare al lavoro, sempre la stessa buca,
sempre nello stesso posto, sempre con le solite transenne
che la delimitano.
Oppure di vedere, andando in montagna, piccoli smottamenti,
messi in sicurezza con dei semplici cordoli di cemento,
ed anche pezzi di asfalto crollati e non ripristinati, ma,
circondati da nastri bianchi e rossi che ne segnalano
la pericolosità e che danno indicazioni di provvisorietà.
Ed anche, sempre in città, tombini, che con un piccolo
acquazzone saltano fuori dalla loro dimora,
rimessi a posto velocemente, ma sempre,
con la stessa provvisorietà.
Ora, questa provvisorietà è diventata permanente!
Non sto parlando di cose, che appaiono e scompaiono,
ma di cose che si ripetono e restano, a cui se ne aggiungono di nuove.
Se si chiama la provincia, dicono che è competenza dell'anas,
se si chiama l'anas, dicono che è competenza del comune,
se si chiama il comune, dicono che è competenza della regione,
se si chiama la regione, dicono che è competenza delle stato.
Poi succede, che piove un po di più,
che arrivino alluvioni e frane, ed allora,
è tutto un puntare il dito.
Intanto la gente muore o resta senza casa.
Questa è decadenza!
La storia è ricca di esempi,
è successo ai babilonesi, ai greci ed ai romani...
oggi sta succedendo a noi!
Alla prossima
Nino P.
mercoledì 23 novembre 2011
L'amaca di Michele Serra e le barricate di Calderoli
Se (come giustamente sollecita
il Capo dello Stato) verrà concessa la cittadinanza ai figli di migranti che
nascono in Italia, e che sono italiani per logica, per crescita e per
educazione, ma non per la legge, dice il Calderoli che la Lega “farà le barricate”.
Credo che ci sia un errore, annoso, al quale rimediare. Un peccato di omissione
del quale rischiamo, presto o tardi, di doverci vergognare non solo di fronte
ai figli di migranti che nascono in Italia, ma anche di fronte ai nostri figli.
L'errore è questo: che ogni volta che Calderoli o un altro gerarca verde ha
aperto la bocca per minacciare barricate, o schioppettate, o forconate, e
sempre per qualche causa ripugnante o qualche ragione tirchia, e sempre con
quel ghigno gongolante e quei toni da taverna di chi si sente popolo in mezzo
ai fighetti; avremmo dovuto rispondergli, metafora per metafora, che le loro
barricate, se prima non arrivano l'esercito o i carabinieri a spianarle, gliele
tiriamo giù noi con la ruspa e poi ci piantiamo sopra il Tricolore
repubblicano, perché di vent'anni di razzismo organizzato ne abbiamo le balle
piene, e di ruspisti ne conosciamo a gogò. La Lega crede di avere il monopolio dei modi
bruschi, ma sbaglia. Nelle taverne del Nord che frequentiamo il dito medio lo
mostrano a chi odia l'Italia, non a chi arriva da lontano per nascerci.
(Michele Serra, la Repubblica, 23 novembre
2011)
Francamente, la lega mi ha stufato!
La cittadinanza per chi nasce in Italia,
dovrebbe essere un fatto naturale.
Chi nasce in Italia è italiano
a prescindere dalle origini e dalla provenienza
di chi lo genera.
E poi basta barricate per queste minchiate,
sono fuori dal mondo…
ma proprio fuori!!
Alla prossima
Nino P.
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