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domenica 27 novembre 2011
Termini Imerese è morta! Viva Termini Imerese!
Marchionne la spuntata!
Termini Imerese è morta!
A chi toccherà adesso?
Arese?
Cassino?
Lingotto?
Melfi?
Mirafiori?
Pomigliano d'Arco?
A chi?
Chi costruirà le Fiat del futuro?
I canadesi?
I polacchi?
I brasiliani
Gli argentini?
I messicani?
Gli americani?
Chi?
Per quanto ancora
i nostri governi permetteranno
questo scempio?
Per quanto?
Termini Imerese è morta!
Viva Termini Imerese!
Che le maledizioni
degli operai possano raggiungerti presto
Chieto-Canadese!!
A te...
a chi ti ha messo lì...
ed a chi ti ha permesso tutto questo!!
Alla prossima
Nino P.
lunedì 3 ottobre 2011
Lettera di Marchionne a Confindustria
Cara Emma, negli ultimi mesi, dopo anni di immobilismo, nel nostro Paese
sono state prese due importanti decisioni con l’obiettivo di creare le
condizioni per il rilancio del sistema economico. Mi riferisco
all’accordo interconfederale del 28 giugno, di cui Confindustria è stata
promotrice, ma soprattutto all’approvazione da parte del Parlamento
dell’Articolo 8 che prevede importanti strumenti di flessibilità oltre
all’estensione della validità dell’accordo interconfederale ad intese
raggiunte prima del 28 giugno.
La Fiat fin dal primo momento ha dichiarato a Governo, Confindustria e Organizzazioni sindacali il pieno apprezzamento per i due provvedimenti che avrebbero risolto molti punti nodali nei rapporti sindacali garantendo le certezze necessarie per lo sviluppo economico del nostro Paese. Questo nuovo quadro di riferimento, in un momento di particolare difficoltà dell’economia mondiale, avrebbe permesso a tutte le imprese italiane di affrontare la competizione internazionale in condizioni meno sfavorevoli rispetto a quelle dei concorrenti. Ma con la firma dell’accordo interconfederale del 21 settembre è iniziato un acceso dibattito che, con prese di posizione contraddittorie e addirittura con dichiarazioni di volontà di evitare l’applicazione degli accordi nella prassi quotidiana, ha fortemente ridimensionato le aspettative sull’efficacia dell’Articolo 8. Si rischia quindi di snaturare l’impianto previsto dalla nuova legge e di limitare fortemente la flessibilità gestionale.
Fiat, che è impegnata nella costruzione di un grande gruppo internazionale con 181 stabilimenti in 30 paesi, non può permettersi di operare in Italia in un quadro di incertezze che la allontanano dalle condizioni esistenti in tutto il mondo industrializzato. Per queste ragioni, che non sono politiche e che non hanno nessun collegamento con i nostri futuri piani di investimento, ti confermo che, come preannunciato nella lettera del 30 giugno scorso, Fiat e Fiat Industrial hanno deciso di uscire da Confindustria con effetto dal 1 gennaio 2012. Stiamo valutando la possibilità di collaborare, in forme da concordare, con alcune organizzazioni territoriali di Confindustria e in particolare con l’Unione Industriale di Torino. Da parte nostra, utilizzeremo la libertà di azione applicando in modo rigoroso le nuove disposizioni legislative. I rapporti con i nostri dipendenti e con le Organizzazioni sindacali saranno gestiti senza toccare alcun diritto dei lavoratori, nel pieno rispetto dei reciproci ruoli, come previsto dalle intese già raggiunte per Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco. E’ una decisione importante, che abbiamo valutato con grande serietà e attenzione, alla quale non possiamo sottrarci perché non intendiamo rinunciare a essere protagonisti nello sviluppo industriale del nostro Paese.
Con i miei migliori saluti
Sergio Marchionne
Intanto i titoli FIAT crollano in borsa dopo l'annuncio.
Marchionne insiste nel lasciare intendere di avere la bacchetta magica,
malgrado le risposte negative del mercato, lui continua per la sua strada...
In realtà l'unico vero risultato ottenuto con l'aiuto del ministro Sacconi, della Cisl e della Uil
che è riuscito ad ottenere finora è stato quello di buttare nel cesso
anni di lotte dei nostri nonni e dei nostri padri.
Grazie Sergio e grazie a chi ti ha messo lì.
Alla prossima
Nino P.
La Fiat fin dal primo momento ha dichiarato a Governo, Confindustria e Organizzazioni sindacali il pieno apprezzamento per i due provvedimenti che avrebbero risolto molti punti nodali nei rapporti sindacali garantendo le certezze necessarie per lo sviluppo economico del nostro Paese. Questo nuovo quadro di riferimento, in un momento di particolare difficoltà dell’economia mondiale, avrebbe permesso a tutte le imprese italiane di affrontare la competizione internazionale in condizioni meno sfavorevoli rispetto a quelle dei concorrenti. Ma con la firma dell’accordo interconfederale del 21 settembre è iniziato un acceso dibattito che, con prese di posizione contraddittorie e addirittura con dichiarazioni di volontà di evitare l’applicazione degli accordi nella prassi quotidiana, ha fortemente ridimensionato le aspettative sull’efficacia dell’Articolo 8. Si rischia quindi di snaturare l’impianto previsto dalla nuova legge e di limitare fortemente la flessibilità gestionale.
Fiat, che è impegnata nella costruzione di un grande gruppo internazionale con 181 stabilimenti in 30 paesi, non può permettersi di operare in Italia in un quadro di incertezze che la allontanano dalle condizioni esistenti in tutto il mondo industrializzato. Per queste ragioni, che non sono politiche e che non hanno nessun collegamento con i nostri futuri piani di investimento, ti confermo che, come preannunciato nella lettera del 30 giugno scorso, Fiat e Fiat Industrial hanno deciso di uscire da Confindustria con effetto dal 1 gennaio 2012. Stiamo valutando la possibilità di collaborare, in forme da concordare, con alcune organizzazioni territoriali di Confindustria e in particolare con l’Unione Industriale di Torino. Da parte nostra, utilizzeremo la libertà di azione applicando in modo rigoroso le nuove disposizioni legislative. I rapporti con i nostri dipendenti e con le Organizzazioni sindacali saranno gestiti senza toccare alcun diritto dei lavoratori, nel pieno rispetto dei reciproci ruoli, come previsto dalle intese già raggiunte per Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco. E’ una decisione importante, che abbiamo valutato con grande serietà e attenzione, alla quale non possiamo sottrarci perché non intendiamo rinunciare a essere protagonisti nello sviluppo industriale del nostro Paese.
Con i miei migliori saluti
Sergio Marchionne
Intanto i titoli FIAT crollano in borsa dopo l'annuncio.
Marchionne insiste nel lasciare intendere di avere la bacchetta magica,
malgrado le risposte negative del mercato, lui continua per la sua strada...
In realtà l'unico vero risultato ottenuto con l'aiuto del ministro Sacconi, della Cisl e della Uil
che è riuscito ad ottenere finora è stato quello di buttare nel cesso
anni di lotte dei nostri nonni e dei nostri padri.
Grazie Sergio e grazie a chi ti ha messo lì.
Alla prossima
Nino P.
giovedì 25 agosto 2011
Marchionne lo svizzero!!
Alla domanda
se vorebbe fare il ministro dell'economia,
Marchionne ha risposto
MAI, MAI, MAI!!!!
Tirando un sospiro di sollievo,
a nome della povera gente
io dico
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE!!!!!
Alla prossima
Nino P.
se vorebbe fare il ministro dell'economia,
Marchionne ha risposto
MAI, MAI, MAI!!!!
Tirando un sospiro di sollievo,
a nome della povera gente
io dico
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE!!!!!
Alla prossima
Nino P.
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