domenica 30 ottobre 2011

Un capitalista è un capitalista!

Se metti un capitalista a capo del governo,
non puoi aspettarti
che non si comporti come tale.
Un capitalista è un capitalista,
anche se cade in disgrazia,
è e resta un capitalista!

Non sono mai riuscito a capire
chi l'ha votato credendo che,
una volta al potere,
avrebbe fatto il bene di tutti.

Posso capire l'errore una volta,
ma 10 - 100 - 1000 volte no!
Non lo accetto!

I suoi programmi
sono sempre stati ben chiari:
risolvere le beghe personali
e cercare di spianare la strada
ad un capitalismo senza regole,
riportando lo stato sociale
ai primi anni del secolo scorso.

Abbellendo lo stile delle chiacchiere,
nei fatti non si è mai nascosto.
Appoggiato da una sinistra
che si è resa complice silenziosa,
ha distrutto anni di conquiste
dei nostri padri e dei nostri nonni.

Ci sono voluti vent'anni
affinchè il popolo che l'ha votato capisse!

Spero che la lezione sia servita.
Spero che non sia troppo tardi.

Alla prossima
Nino P.


sabato 29 ottobre 2011

Non è stato Berlusconi ad aver detto una cazzata...



Sono comunque soddisfatto
dal gioco espresso dai miei ragazzi.
Se abbiamo perso è solo per episodi
che ci sono stati decisamente sfavorevoli.
Un po' per sfortuna, 
un po' per errori arbitrali,
non siamo riusciti a fare risultato.

Questo è il discorso standard
di ogni allenatore quando perde
una partita.

Se invece vince:

Devo dire grazie a questi ragazzi,
che oggi sono stati bravissimi
ad interpretare al meglio il lavoro
svolto durante la settimana.
Malgrado la bravura degli avversari,
siamo stati superiori 
nella mole di gioco prodotto
e nel possesso palla.
Il risultato ci ha dato ragione!

Se invece pareggia:

Gli avversari sono stati bravi
a chiudere ogni nostra iniziativa,
noi un po' meno nel concretizzare al meglio 
le occasioni che abbiamo creato.
Forse con un pizzico di fortuna in più
saremmo riusciti a fare risultato pieno,
ma va dato merito ai nostri avversari
di non essersi mai scoperti più del dovuto!

Leggendo tra le righe di queste dichiarazioni,
si capisce che:

Noi siamo stati più forti!
I nostri avversari hanno culo e noi sfiga!
L'arbitro è un cornuto!

Ammettere la sconfitta, la superiorità
del contendente oppure la pochezza propria...
mai e poi mai!!!

E' come in politica,
se si perdeno le elezioni
è sempre colpa dell'astensionismo:
che come si sa rappresenta in maggioranza
quello che generalmente viene considerato
come nostro elettorato.

Oppure:
è colpa delle congiunture politico-sociali
che si sono verificate in questo ultimo periodo,
che devono sicuramente farci riflettere,
ma che non devono assolutamente scalfire
quelli che sono da sempre i nostri programmi.


Oppure rivoltare semplicemente la frittata
come fa Bossi che cede su tutto con Berlusconi
e poi dice che ha vinto lui.


Oppure dare la colpa agli altri
come fa Berlusconi che non fa niente di quello
che politicamente ha promesso,
ma solo a causa delle opposizioni comuniste
che fanno del continuo ostruzionismo
al solo scopo di danneggiare lui medesimo.


Oppure affermare che:
NON E' STATO LUI AD AVER DETTO UNA CAZZATA,
SONO GLI ALTRI CHE L'HANNO SENTITA!



Alla prossima
Nino P.



venerdì 28 ottobre 2011

Vivono proprio in un altro mondo!

Vivono tra noi ed allo stesso tempo
in un altro mondo!
No...
non sono alieni!
Sono i nostri politici!

Non si rendono conto
di quanto si sono allontanati
da tutto il resto dell'umanità!

Stanno per conto loro,
tra parlamento, festicciole e barche d'altura.
Della gente comune
ignorano tutto ormai e,
se ne hanno qualche considerazione,
è solo per trattarla come i clientes
dell'antica Roma.

Licenziamenti facili,
pensione a 70 anni,
riduzione degli stipendi!

Queste le proposte!

Si!
Vivono in proprio in un altro mondo!

Alla prossima
Nino P.


Giuliano Ferrara e la meritocrazia (degli altri)

Si parla tanto di merito!
Lo fa anche lui!
Ed infatti Giuliano Ferrara ,
malgrado il fallimento
del suo Qui Radio Londra,

viene promosso dalla rai in prima serata
al posto di Santoro con un nuovo talk!

Questa è l'Italia!
Direbbe sconsolato mio nonno
se fosse ancora in vita.
Con la tipica rassegnazione
di chi ne ha viste tante ed ormai
non si meraviglia più di niente.

Io però mi incazzo!
Non ne posso fare a meno!
Mi incazzo!

Alla prossima
Nino P.

giovedì 27 ottobre 2011

Avevano il culo pieno

Quando è nata la lega nord,
mi trovavo da quelle parti.
Lavoravo a Brescia in quegli anni
e quello che mi colpì di più
fu la partecipazione giovanile.

Era un fiorire di raduni e di comizi,
io,
proveniente dal profondo sud,
rosso come il mio stesso sangue,
non seppi resistere alla tentazione
di guardarli da vicino.
Mi infiltrai in quei comizi
evitando il più possibile di parlare
(il mio accento mi avrebbe tradito),
ma osservando ogni cosa.

Ricordo che mi colpirono i toni e i gesti,
molto più dei contenuti che allora,
profeticamente,
giudicai di una bassezza che avrebbe
portato solo disastri.

Mi impressionarono le urla e gli slogan
suggeriti da capi e capetti
e l'ottusità delle idee.

Quel nord che si lamentava, era ricco,
il lavoro non mancava e i soldi giravano,
si stava bene.
Eppure...
loro volevano di più.

Per me,
che venivo da una realtà pregna di degrado,
di disoccupazione e di immobilità politico-economica,
erano marziani quei ragazzi con gli elmi e le corna
che brandivano spadoni di legno
e bevevano birra come fosse acqua.

Mi dicevo:
Caspita!
Se questi si lamentano ed hanno il culo pieno,
allora noi che patiamo la fame che dovremmo fare?
La rivoluzione?
Una guerra sociale?

Dopo due o tre comizi-raduni
a cui assistetti, mi resi conto
di quanto fosse facile ingannare
quella gente.
Bastava veramente poco:
qualche slogan bene assestato,
frasi forti, di quelle che lasciano il segno
e soprattutto
promesse impossibili da mantenere.

Decisi che per me poteva bastare,
liquidai la faccenda come un fenomeno
locale, che sarebbe durato quanto
la fiamma di una candela
in un giorno di vento.

Mi sbagliavo!

Avevo a quei tempi,
ancora molta fiducia sulla capacità
dell'uomo moderno di osservare
la reatà delle cose.
Ingenuamente mi ero convinto,
che quella gente molto presto
si sarebbe accorta dell'inganno
nel quale volevano trascinarla.

Sono passati vent'anni da allora,
a quei raduni, che ora guardo in Tv,
giovani ne vedo sempre meno.
Vedo pullman di pensionati invece,
con ridicole parrucche, elmi cornuti
e foulard verdi allacciati al collo,
che urlano e sbraitano.

I giovani forse...
forse hanno capito!

Alla prossima
Nino P.