sabato 11 dicembre 2010

mercoledì 8 dicembre 2010

Sai che dico a te


Sai che dico a te?
Si… si a te..
a te che fai il padrone?
Sai che ti dico?
Ti dico vaffanculo vai!
Vacci adesso che ho fretta di vedertelo fare!

E a te?
Si…si a te..
a te che fai l’indifferente
a te che dici: “lontano dal mio culo si fotta chi vuole!”
vai tu…vai tu a farti fottere!

E tu?
Guardami… parlo con te!
Con te… si con te con il capo chino!
Guardami e smettila di dire sempre si…
impara a dire no qualche volta…
alza la testa e segui la tua strada!

Tu invece…
tu che hai da ridere??
Ti conosco sai?
Sei un vile…
cosa dici?
No… quello di prima era un debole..
Tu! Tu sei un vile!
Adesso sorridi a me…
domani a chi verrà dopo di me!!!
Sei un leccaculo ecco cosa sei!!!

E voi?
Si! Si voi!
Voi che vi arrabattate ogni giorno per sopravvivere!
Voi che non piegate il capo, sebbene il peso incrini le vostre spalle!
Voi che ancora credete…
illudendovi che domani sarà un giorno migliore!
Voi che malgrado tutto regalate un sorriso ai vostri figli!
Voi che ancora pensate che essere onesti alla fine paghi!
Voi…
Dove siete voi???


Nino P.

martedì 7 dicembre 2010

Follia


Gli ultimi forse non sono!
Pensando ad amici che per strada si sono persi
per vie sconosciute
che solo loro possono vedere...
in un mondo che corre troppo in fretta
e non ha tempo di occuparsi
della loro presunta inadeguatezza.
E mi mancano...
si
mi mancano!

Nino P.

mercoledì 19 maggio 2010

Spesso...

Spesso…

sempre più spesso
mi capita di sentirmi
come “il cavaliere errante” di Cervantes
lanciato al galoppo
contro un mulino a vento!

Spesso…
sempre più spesso
mi capita di sentirmi
straniero
in una terra straniera
e guardandomi intorno
non trovare
un altro me!

Spesso…
sempre più spesso
mi capita di sentirmi
come un naufrago
aggrappato al suo pezzo di legno
che lontano da tutto
continua a nuotare
incontro al niente!

E

spesso
sempre più spesso
mi ostino a non diventare un altro
quando invece potrei!

Mi basterebbe
accettare per vero
la verità degli altri…
come fosse professione di fede!

Mi basterebbe
accettare di schierarmi
così da poter stare
da una parte o dall’altra,
e partire dal presupposto
che io abbia sempre ragione…
e gli altri sempre torto!

Mi basterebbe
accettare
di far parte di un numero
così
da essere citato e riconoscermi in un sondaggio
diventare statistica!

Sarebbe più facile

ma
quanto è difficile per me,
che non riesco a non essere uno!

Che non riesco
a non guardare le cose
e
vedere che il più delle volte
non sono ciò che sembrano!

Che non riesco
a non pensare
che anche chi ha torto…
ha la sua ragione!
Che anche chi ha torto
ha il diritto di averlo!

Per questo…

Spesso…
sempre più spesso
mi capita di sentirmi
come “il cavaliere errante” di Cervantes
lanciato al galoppo
contro un mulino a vento!



Alla prossima...
Nino P.

martedì 30 marzo 2010

Passato remoto...

Ricordo….

quando ero piccolino, moltissimi anni fa…
che
andare a votare era molto di più
di un diritto ed un dovere…
era..
era un rito
una fede laica
un momento irrinunciabile nella vita
di uomini e donne!


Ricordo…
che si andava al seggio
tutti insieme
famiglia per famiglia
ogni schieramento aveva i suoi orari…
mio padre
comunista come il suo
esigeva si andasse la domenica mattina
prima di messa
perché comunista si
ma credente anche!


Ricordo…
i preparativi,
il certificato elettorale e la carta d’identità
l’istruzione del capo famiglia
agli altri membri del gruppo
su come e chi votare
le donne
che erano madri, nonne, zie e figlie
a quella catechizzazione
facevano segno di si con il capo…
a volte senza parlare..
loro donne calabresi
leonesse travestite d’agnello
sapevano che non serviva discutere
con il loro uomini
tanto nel chiuso
della cabina elettorale
non entravano i loro mariti ed i loro padri
nella cabina elettorale
altro che falce e martello
la loro crocetta
l’avrebbero messa sullo scudo crociato
perché Gramsci era un compagno si…
ma su quella croce era morto Nostro Signore…


ed il martedì
si andava al CRAL
mano nella mano con il mio papà…
e discussioni infinite sul mistero
della scomparsa di voti
sul dimezzamento dei pronostici e delle previsioni.


Ricordo…
i seggi elettorali pieni…
con file infinite
ed i rappresentanti di lista
fieri ed orgogliosi
e fuori della porta
i funzionari locali di partito
con i loro sorrisi
e le occhiate d’intesa…


Ricordo…
le spille al bavero della giacca
qualcuna rossa con falce e martello gialli
qualche altra bianca con uno scudo crociato rosso
e poi…
un vecchio fascista
che non si è mai nascosto
che nella sua casetta di un piano
aveva fasci littori di marmo a reggere il tetto
e dal suo giradischi ad alto volume
venivan fuori le note e le parole di Giovinezza


Ricordo…
simboli e partiti spariti nelle pieghe del tempo
definizioni e parole considerate ormai obsolete
parole come
liberale…
repubblicano
social democratico
democratico proletario
extraparlamentare
e quel linguaggio
pieno di:
“nella misura in cui”
di “alternativa ad ogni compromesso”


Ricordo…
le campagne elettorali
fatte porta a porta
casa per casa
con quei fogliettini colorati
pieni di simboli e nomi
e le riunioni
in casa di questo o di quello
dove si illustravano
le nuove linee del partito
e quindi i conseguenti cambiamenti
di comportamento in ambito politico…


Ricordo
quell’Italia che non c’è più
figlia di un altro tempo
e madre del presente…
e noi figli
che non ne sappiamo essere degni!


Alla prossima...
Nino P.