Le strisce pedonali, non sono uno scudo magnetico,
che protegge il nostro essere, da qualsiasi cosa
cerchi di investirci.
Non sono un lascia passare, che, come per magia,
crea una cupola difensiva intorno a noi,
distruggendo ogni veicolo in prossimità della
nostra persona.
Ho cercato di spiegarlo, a quella “simpatica”
ragazza, che stamattina per poco non ho spalmato sulle
suddette “strisce pedonali”.
Ho cercato, resistendo alla voglia di stringergli dieci
dita intorno al collo, di fargli capire, che, prima di
attraversare,
anche se sulle strisce, bisogna guardare a destra ed a
sinistra,
accertarsi che non ci sia nessun veicolo talmente vicino
da non essere in grado di frenare, e poi,
ripetendo di nuovo il gesto del guardare: ATTRAVERSARE!!
Ho cercato di mantenere la calma,
mentre lei urlava e mi vomitava addosso insulti
irripetibili, indicandomi le strisce e chiedendomi
se sapevo cos’erano.
Ringrazio il provvidenziale vecchietto,
seduto a prendersi il sole nel bar lì vicino,
per il suo intervento a mia difesa e per i modi
paterni e pacati con i quali ha calmato la come la chiamava lui
“signorina”.
Lo ringrazio perchè con il suo intervento,
ha permesso alle mie tempie di pulsare un po’
meno forte ed al mio cuore di rilassarsi.
Lo ringrazio, perché avrebbe potuto farsi
i fatti suoi, ed invece è intervenuto,
levando dagli impicci me e “lei”.
Rimproverando e calmando,
facendomi salire con fermezza di nuovo in macchina,
ed obbligandomi a riprendere la mia strada.
Grazie nonnino, non conosco il tuo nome,
ma domani, spero di incontrarti ancora in quel bar,
così potrò ringraziarti di persona ed offrirti un caffè.
Alla simpatica signorina invece ecco
un articolo che dovrebbe leggersi e rileggersi:
Sui passaggi pedonali senza
regolazione del traffico, il pedone ha la precedenza,
salvo rispetto alle tranvie e alle ferrovie su strada.
Tuttavia non può avvalersi della precedenza se il
veicolo è già così vicino da non potersi più fermare
per tempo.
Ordinanza sulle norme
della circolazione stradale
(ONC) art. 47.2
Alla prossima
Nino P.
