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mercoledì 6 luglio 2011

Il Partito Democratico si astiene


Per un osservatore con idee semplici e se vogliamo ingenue come le mie,
il momento politico è a dir poco confuso, o meglio, disordinato.

Ieri c’era stata l’occasione di ottenere cose importanti alla Camera,
in una sola votazione, si sarebbe potuto:
a)      mandare il governo in minoranza
b)      eliminare le province

ma ecco che il Partito Democratico, quando ha a disposizione
il calcio di rigore decisivo, sceglie di non tirarlo!
Proprio così…
si astiene!
Ed ecco i risultati:
voti contrari 225, a favore 83, astenuti  240.

Le province restano e il governo la spunta ancora!

Ed ecco la “giustificazione” di Bersani:
C’è una nostra proposta, non ci facciano tirate.
 Bisogna anche dire come si fanno le cose,
perché le province stanno gestendo un certo numero di cose,
penso all’urbanistica, che se tornassero in Regione
avremmo una pioggia di proteste per le lungaggini.
Ci sono cose utili, cose inutili,
 le province sono troppe e bisogna accorparle.
 Noi abbiamo la nostra riforma per ridurre le province
 ma bisogna ragionare sulle istituzioni
 e non andare avanti a colpi di semplificazione”.

Io sono un uomo semplice signor Segretario Pierluigi Bersani,
e da persona semplice non capisco a volte certi ragionamenti.
Non capisco come sia possibile che, avendo un’occasione simile,
si possa scegliere consapevolmente di non sfuttarla.

Mi permetta di dirle che le sue parole non mi hanno convinto e,
sono certo, non hanno convinto moltissimi dei suoi elettori.
Se questo è il cambiamento che i vertici del suo partito
predicano da anni…beh, mi lasci dire che è ben poca cosa
rispetto alle aspettative della “base”

A me, uomo semplice, è sembrato soltanto un volersi asserragliare,
nel mantenimento di uno status.
La stessa cosa vale, per la notizia sempre di ieri, in cui lei dichiara,
che il Pd non firmerà il referendum per l’abrogazione
della legge elettorale esistente:
perché il partito non promuove referendum, semmai li appoggia.

Continuo a non capire…
e non sono il solo!

Alla prossima
Nino P.

martedì 14 giugno 2011

Quagliarello e le olimpiadi di arrampicata sugli specchi!!

Niente non resisto!
Anche oggi devo parlare di politica.

Dunque..
immagino conosciate tutti il capogruppo dei senatori del PdL,
ma si che lo conoscete...è quello che in questo periodo
sta portando la croce per conto di Berlusconi...
Quagliarello!!
Quello che nei giorni scorsi
non riusciva in nessun modo ad ammettere
la sconfitta del governo al senato,
e che se ne è uscito fuori con il famoso teorema omonimo
che qui riporto letteralmente:
Non è passato, 
tant’è che i voti a favore sono stati di più dei voti contro. 
 I voti a favore sono stati di più dei voti contro, 
ed è stata poi la somma delle opposizioni 
più i voti contrari a determinare il fatto che 
l’emendamento non sia passato”.
Ohh! Ecco si... proprio lui... Quagliarello!!
Bene!
Qualche ora fa...
facendo zapping, ho incrociato la sua faccia al Tg4,
non ho resistito, mi sono fermato!
Tanto più che nell'immagine grande
c'era il faccione di Emilio Fede affiancato...
capirete la mia curiosità di sapere
quello che si stavano dicendo.

Le espressioni a lutto di entrambi,
con le borse sotto gli occhi ed il viso addolorato,
ed il fatto che stavano analizzando il risultato referendario di ieri,
hanno fatto diventare il mio impulso di vedere e ascoltare
quello che stavano dicendo...
ineluttabile!!

Quagliarello... incalzato (si fa per dire) dalle domande di Fede,
stava dicendo in difesa di Berlusconi, che lui no,
in maniera assoluta non aveva invitato la gente ad andare al mare,
anzi,
aveva lasciato libertà di voto ai suoi elettori.
Ora..
avrei voluto dire a tutti e due:
"Ma scusate...le leggi che andiamo ad abrogare.
chi le ha fatte?
Non le ha forse volute il governo?
E per quale motivo il presidente del consiglio
a capo del medesimo governo, 
invece di difendere le leggi che ha fatto,
dovrebbe lasciare libertà di voto?
Non è un controsenso?"
Se esistessero le olimpiadi di arrampicata sugli specchi...
Quagliarello lotterebbe per la medaglia d'oro!!

Alla prossima
Nino P.