mani
mani che lavorano
mai ferme
abili
mani
pigre
cicciotte
morbide
mani
dure
ruvide
forti
mani
lunghe
leggere
delicate
mani
rozze
rovinate
operaie
mani
mani che parlano
gesti
conosciuti
simboli
universali
mani
mani
che invitano
che chiamano
un semplice dito
cerca
mani
mani
come strumenti
musica
e
suoni
mani
mani creano
dal nulla
miracoli
visibili
mani
mani
che sanno
quando è il momento
altre
che invece
non sanno
mani
mani
che suggellano
amicizie
patti
accordi
mani
mani
che scrivono
che urlano
parole
pensieri
fantasie
mani
mani
silenziose
quasi mute
misteriose
mani
mani
che uccidono
assassine
violente
crudeli
mani
mani
che toccano
accarezzano
sfiorano
mani
mani
che conoscono
seguono
forme
curve
e linee
mani
mani
che danno piacere
frugano
indagano
esplorano
mani……
Nino P
lunedì 10 novembre 2008
sabato 8 novembre 2008
Brescia 1993
Brescia 1993…
libero notte
stazione centrale…
chiacchiere tra colleghi!
Gente di altri luoghi…che lavora lontano…
Chiacchiere, parole che si inseguono…
pensieri che viaggiano verso affetti distanti!
Un treno diretto a Torino…
guardo distratto ed al di là del vetro…
due occhi su di me ed un sorriso che parla!
Sono solo
in una città che non è la mia
nessuno che mi aspetta!
Prendo quel treno
e con un coraggio che non sapevo di avere
parlo a quegli occhi
rispondo a quel sorriso…
Anna lei…
occhi neri come un pozzo profondo
capelli ricci
voce sottile
Io
stregato!
Torino arriva in fretta
troppo in fretta…
dov’è che vai?
Dove vuoi tu!!!
Un invito a casa sua…
mi sembra un sogno!
Casa sua è strana
è tutto rosso e nero…
finestre chiuse e incenso che brucia
e poi candele
e musica che non conosco
Mi aspetti qui??
Vado a fare una doccia…
Ed io aspetto…
ma non è più un sogno
una strana sensazione si fa largo in me…
Mi sento il cuore schiacciato…
Paura?
No!
TERRORE!!!!
Scappo…
in una Torino piovosa
senza preoccuparmi dell’acqua che viene giù
senza voltarmi indietro..
quasi correndo…
Anna si chiamava
Brescia 1993…
libero notte
stazione centrale…
chiacchiere tra colleghi!
Gente di altri luoghi…che lavora lontano…
Chiacchiere, parole che si inseguono…
pensieri che viaggiano verso affetti distanti!
Nino P
libero notte
stazione centrale…
chiacchiere tra colleghi!
Gente di altri luoghi…che lavora lontano…
Chiacchiere, parole che si inseguono…
pensieri che viaggiano verso affetti distanti!
Un treno diretto a Torino…
guardo distratto ed al di là del vetro…
due occhi su di me ed un sorriso che parla!
Sono solo
in una città che non è la mia
nessuno che mi aspetta!
Prendo quel treno
e con un coraggio che non sapevo di avere
parlo a quegli occhi
rispondo a quel sorriso…
Anna lei…
occhi neri come un pozzo profondo
capelli ricci
voce sottile
Io
stregato!
Torino arriva in fretta
troppo in fretta…
dov’è che vai?
Dove vuoi tu!!!
Un invito a casa sua…
mi sembra un sogno!
Casa sua è strana
è tutto rosso e nero…
finestre chiuse e incenso che brucia
e poi candele
e musica che non conosco
Mi aspetti qui??
Vado a fare una doccia…
Ed io aspetto…
ma non è più un sogno
una strana sensazione si fa largo in me…
Mi sento il cuore schiacciato…
Paura?
No!
TERRORE!!!!
Scappo…
in una Torino piovosa
senza preoccuparmi dell’acqua che viene giù
senza voltarmi indietro..
quasi correndo…
Anna si chiamava
Brescia 1993…
libero notte
stazione centrale…
chiacchiere tra colleghi!
Gente di altri luoghi…che lavora lontano…
Chiacchiere, parole che si inseguono…
pensieri che viaggiano verso affetti distanti!
Nino P
giovedì 1 maggio 2008
Soffio di piacere.....
respiro
lento e profondo
forte allo stesso tempo
narici dilatate
occhi socchiusi
muscoli tesi
respiro
violento
respiro d’attesa
mani
che conosci
sublime follia
mani che sai
dove andranno
respiro
che si ferma
in un istante
di dolce morte
e le mani
sfiorano
e le mani
toccano
respiro
che si fa più forte
più veloce
respiro
spasmodico
rumoroso
una nuova attesa
labbra
che accarezzano
respiro
che brucia dentro
respiro
che si ferma
riprende
poi si ferma ancora
dolcissima tortura
respiro
che asciuga
labbra secche
mani che
continuano
lente
impietose
respiro
di supplica
soffio
di desiderio
respiro
caldo
di passione
respiro
petto
che sobbalza
ritmico
respiro
che ti perdi
che svuota
in un attimo
di estasi
che si avvicinano
Nino P
lento e profondo
forte allo stesso tempo
narici dilatate
occhi socchiusi
muscoli tesi
respiro
violento
respiro d’attesa
mani
che conosci
sublime follia
mani che sai
dove andranno
respiro
che si ferma
in un istante
di dolce morte
e le mani
sfiorano
e le mani
toccano
respiro
che si fa più forte
più veloce
respiro
spasmodico
rumoroso
una nuova attesa
labbra
che accarezzano
respiro
che brucia dentro
respiro
che si ferma
riprende
poi si ferma ancora
dolcissima tortura
respiro
che asciuga
labbra secche
mani che
continuano
lente
impietose
respiro
di supplica
soffio
di desiderio
respiro
caldo
di passione
respiro
petto
che sobbalza
ritmico
respiro
che ti perdi
che svuota
in un attimo
di estasi
che si avvicinano
Nino P
sabato 12 aprile 2008
Nonno
Mio nonno era un po' filosofo....
ed io lo amavo....
mi piaceva stare con lui
e sentirlo parlare....
sentirlo
raccontare della sua guerra
della prigionia...
storie drammatiche
dette sempre con un sorriso...
Mi piaceva
chiedergli consigli...
e non sentirmi mai giudicato....
lui....
mi ascoltava in silenzio
e poi....
solo poche parole
frasi fatte ma...
piene di saggezza
"quando sei incudine statti, quando sei martello batti"
"piegati giunco che la fiumara passa"
"quello che non ti uccide, ti fortifica"
Mi piaceva
vederlo in giardino
tra gli alberi di bergamotto
e quelli di fico…
tra vitigni
e piante di pomodoro
e respirare con lui
l’odore della terra bagnata
Mi piaceva
quando si fermava
a sedersi
su un vecchio tronco di mandorlo
e tirava fuori dalla tasca
tabacco e cartine
e
con pazienza infinita
preparava la sua sigaretta…
poi con un coltello
che aveva visto
tempi migliori
la tagliava
esattamente a metà….
mezza la posava dietro l’orecchio
l’altra mezza
tra le labbra…
e
con i fiammiferi da cucina
l’accendeva…
e aspirando con piacere
iniziava a parlare…
esordiva sempre
con un sorriso
e con gli occhi
che guardavano un mondo
che non c’era più
diceva:
“tuo padre ancora non era nato”
ed io…
io sapevo che quello
era il preludio
di una storia emozionante…
ed incantato
pendevo dalle sue labbra…
Mi piaceva mio nonno
ed io piacevo a lui
portavo il suo nome…
ero il figlio
del suo primo figlio
che portava il nome di suo padre
così come lui
il nome di suo nonno…
Mi piaceva mio nonno
e…
adesso…
adesso mi manca…
Mi manchi nonno!!!
Nino
ed io lo amavo....
mi piaceva stare con lui
e sentirlo parlare....
sentirlo
raccontare della sua guerra
della prigionia...
storie drammatiche
dette sempre con un sorriso...
Mi piaceva
chiedergli consigli...
e non sentirmi mai giudicato....
lui....
mi ascoltava in silenzio
e poi....
solo poche parole
frasi fatte ma...
piene di saggezza
"quando sei incudine statti, quando sei martello batti"
"piegati giunco che la fiumara passa"
"quello che non ti uccide, ti fortifica"
Mi piaceva
vederlo in giardino
tra gli alberi di bergamotto
e quelli di fico…
tra vitigni
e piante di pomodoro
e respirare con lui
l’odore della terra bagnata
Mi piaceva
quando si fermava
a sedersi
su un vecchio tronco di mandorlo
e tirava fuori dalla tasca
tabacco e cartine
e
con pazienza infinita
preparava la sua sigaretta…
poi con un coltello
che aveva visto
tempi migliori
la tagliava
esattamente a metà….
mezza la posava dietro l’orecchio
l’altra mezza
tra le labbra…
e
con i fiammiferi da cucina
l’accendeva…
e aspirando con piacere
iniziava a parlare…
esordiva sempre
con un sorriso
e con gli occhi
che guardavano un mondo
che non c’era più
diceva:
“tuo padre ancora non era nato”
ed io…
io sapevo che quello
era il preludio
di una storia emozionante…
ed incantato
pendevo dalle sue labbra…
Mi piaceva mio nonno
ed io piacevo a lui
portavo il suo nome…
ero il figlio
del suo primo figlio
che portava il nome di suo padre
così come lui
il nome di suo nonno…
Mi piaceva mio nonno
e…
adesso…
adesso mi manca…
Mi manchi nonno!!!
Nino
martedì 11 marzo 2008
Così
Non è facile…
non è facile essere poeti
in un mondo che ruota
attorno ad immagini e voci,
in una società
tenuta insieme da giornali e tv
fatta di programmi,
sondaggi e linearità…
dove l’alternarsi
tra giorno e notte
è scandito solo dall’accendersi
e dallo spegnersi delle luci…
dove le stagioni
passano attraverso
i condizionatori ed i riscaldamenti…
Non è facile
essere poeti
e non avere
stelle da guardare…
Non è facile….
essere sognatori
e bruciare di passione…
no
non è facile
ma
sono fatto così…
ed in fondo
non voglio cambiare…
ed alla fine
c’è poesia
anche nella linearità
anche quando
non vedo la notte…
nelle sue luci
trovo emozioni…..
e nel freddo che non sento
e nel caldo non ho…
le emozioni….
sono dentro di me
Nino
non è facile essere poeti
in un mondo che ruota
attorno ad immagini e voci,
in una società
tenuta insieme da giornali e tv
fatta di programmi,
sondaggi e linearità…
dove l’alternarsi
tra giorno e notte
è scandito solo dall’accendersi
e dallo spegnersi delle luci…
dove le stagioni
passano attraverso
i condizionatori ed i riscaldamenti…
Non è facile
essere poeti
e non avere
stelle da guardare…
Non è facile….
essere sognatori
e bruciare di passione…
no
non è facile
ma
sono fatto così…
ed in fondo
non voglio cambiare…
ed alla fine
c’è poesia
anche nella linearità
anche quando
non vedo la notte…
nelle sue luci
trovo emozioni…..
e nel freddo che non sento
e nel caldo non ho…
le emozioni….
sono dentro di me
Nino
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